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Paderno e il Villaggio Ambrosiano sono
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PIZZUL: "CATTOLICI DI CENTROSINISTRA, RIPARTIRE DALLA CULTURA"

Nel "post" del 9 maggio ho scritto:
"I cattolici di centrodestra hanno
i loro punti di riferimento formativi (CL, Opus Dei, Radio Maria,
ecc...). Invece i cattolici di centrosinistra hanno
oggi qualche difficoltà: sul nostro territorio dove possono trovare
occasioni e strumenti per formarsi e per elaborare le loro proposte?".
Per approfondire il discorso ho contattato Fabio Pizzul, neoconsigliere regionale del Partito Democratico.
Pizzul è un cattolico 'doc' che ha sicuramente molto da dirci: è giornalista professionista, ha diretto Radio Marconi (la radio della Diocesi di Milano e dei Paolini), dal 2002 al 2008 è stato Presidente dell'Azione Cattolica Diocesana e, fino all'accettazione della candidatura, ha fatto parte del Consiglio Nazionale di Azione Cattolica.
Il 5 febbraio
scorso è venuto a Paderno per un incontro sul tema "Apostolicam
Actuositatem: la riscoperta dei laici nel Concilio Vaticano II" (scarica
il file mp3 dal sito della Comunità
pastorale).
Visita il blog di
Fabio Pizzul.

Fabio Pizzul, eletto in Consiglio Regionale nelle liste
PD con 10.700 preferenze
Di seguito l'intervista che Pizzul ha gentilmente rilasciato al blog "La Scommessa" di Paderno Dugnano:
Finita la stagione dell'unità politica nella Democrazia Cristiana, i cattolici oggi sono presenti in tutti i partiti. Come valuta questo fenomeno?
Ormai la fine dell'unità politica dei cattolici è un dato di fatto che la stessa gerarchia ha accettato fin dal Convegno Ecclesiale di Palermo del 1996. Certo, c'è ancora molta strada da fare per garantire un confronto sereno tra i cattolici che legittimamente hanno scelto di militare in diverse forze e schieramenti politici. Mi permetto un auspicio per poter fare qualche sostanziale passo avanti in questa direzione: mi auguro che ciascun cattolico riconosca come possibili e plausibili scelte diverse dalla sua e che nessuno si arroghi il diritto di considerarsi l'unico rappresentante di una malintesa ortodossia cattolica in politica.
Perché alle Elezioni Regionali del 28-29 marzo ha accettato di candidarsi nelle liste del Partito Democratico?
Banalmente potrei rispondere perché sono stati gli unici a chiedermelo. A parte gli scherzi, ritengo che un impegno nel PD sia una logica conseguenza della storia che ho alle spalle e delle esperienze che ho maturato negli anni. Portare il mio contributo in un partito plurale mi sembra il modo migliore per costruire qualcosa che possa davvero servire al bene di tutti. E' una sfida e, come tutte le sfide, ha in sé un margine di rischio, ma il modo in cui sono stato accolto e il clima che sto vivendo in queste settimane mi confortano.
Qual è lo stato di salute del "cattolicesimo democratico" a Milano e nei comuni dell'hinterland?
Ci sono tante persone che si ispirano a questa tradizione. Faticano un po' ad emergere a livello di quadri dirigenti, ma il loro contributo mi pare importante ed apprezzato. Ho però una preoccupazione: dobbiamo fare in modo che questa tradizione possa essere raccontata e consegnata anche alle giovani generazioni. E' un patrimonio fecondo che va trasferito, aggiornato e arricchito.
Nel prossimo futuro quali sfide e impegni intravede per i cattolici che si riconoscono nelle forze politiche di centrosinistra?
Mi pare che l'impegno più importante sia quello dell'approfondimento culturale della tradizione e dei valori di cui sono portatori. A partire da questo si potranno delineare proposte politiche capaci di lasciare il segno. Per tornare al PD, è necessario nel prossimo futuro costruire un'identità forte per questo partito e la cultura cattolica può e deve fornire il suo contributo. Insomma, sono importanti le scelte pratiche e le strategie politiche, ma devono essere fondate su una riflessione culturalmente solida.
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