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Tag: Lombardia

Con contributi di Francesca Ambrosoli e Francesco Pisa

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Vi propongo il testo dell’intervento che ho appena fatto in Consiglio regionale su una mozione che chiede ai consiglieri indagati a fare un passo indietro da funzioni di rappresentanza istituzionale.

Comincio con l’evocare quelli che, penso, siano obiettivi di tutti:
Difendere le istituzioni
Garantire credibilità alla politica
Far sí che i cittadini possano fidarsi dell’ente pubblico
Restituire un ruolo alla Lombardia

Non possiamo voltarci dall’altra parte e far finta di non vedere.
Le questioni personali non possono prevalere sull’interesse collettivo.

Qual’é la priorità? Il proprio interesse e la propria carriera politica o il servizio a istituzioni che garantiscono pari opportunità e tutela dei diritti di tutti.

Se vogliamo davvero che questa nostra regione torni a essere trainante, anche dal punto di vista morale, non possiamo rimanere inerti.

Servono gesti di responsabilità da parte di noi tutti, ciascuno secondo il ruolo e la funzione che svolge.

Un passo indietro é necessario per chi riveste ruoli di garanzia, garanzia per tutti e non per se stessi.

Non c’é nessun obbligo, ma c’è un’enorme questione di opportunità che non passa inosservata agli occhi di cittadini che si sentono sempre più lontani da questi palazzi.

Ci sono i tempi dei media, i tempi della magistratura, ma anche i tempi della politica che sta in mezzo, ovvero deve essere capace di non ritirarsi in una torre o in un palazzo e di dare risposte a cittadini che chiedono di sapere se possono ancora fidarsi di noi.

Non basta un illustre esponente della magistratura per garantire la trasparenza e, anzi, questo assomiglia molto come una tardiva ammissione di difficoltà a controllare ciò che accade davvero nel sistema di potere lombardo che sta diventando sempre più opaco.

Ciascuno deve confrontarsi con la propria coscienza, ma il ruolo che ricopriamo non ha a che fare solo con essa, ha una rilevanza pubblica che ci chiede di rispondere non solo delle nostre singole azioni, ma anche delle conseguenze che esse hanno sull’istituzione che rappresentiamo.

É legittimo avere stili e modi diversi di fare politica, non mi pare però possibile pensare di giocare con le regole e le istituzioni che garantiscono tutti.

Se poi i singoli finiscono per diventare anche ostaggi dei partiti che stabiliscono quanto sia giusto che essi facciano, questo non fa altro che aggravare la situazione e gettare ulteriore discredito su politica e istituzioni.

La mozione invita i consiglieri destinatari di avvisi di garanzia per reati specifici a distinguere la loro condizione dall’esercizio di funzioni di rappresentanza.

É un invito, non un impegno.

Non é in gioco la posizione personale di un consigliere, al consiglio chiediamo di esprimersi sulla necessità che questa assemblea possa dimostrare che le stanno più a cuore le sorti delle nostre istituzioni che le posizioni personali di singoli consiglieri o assessori che hanno tutto il diritto di essere considerati innocenti e di difendersi, ma non quello di trascinare con sé le istituzioni stesse.

Il 97% degli italiani si informa ancora quasi esclusivamente attraverso la televisione. Può sembrare un dato retrò, di fronte alla crescente fortuna e diffusione di Internet, ma é quanto propone oggi il menu mediatico dell’italiano medio. In questo panorama, il ruolo delle Tv locali é molto significativo perché rappresentano spesso l’unica fonte di informazione su quanto accade nel territorio.Il passaggio al digitale terrestre ha messo però in grossa difficoltá le emittenti lombarde che vivono un grave momento di incertezza e faticano a vedere prospettive certe per il futuro. Se ne è parlato nel corso di un convegno promosso dal Corecom della Lombardia che ha coinvolto i principali operatori del settore. Dalle emittenti é arrivata una richiesta molto chiara: le istituzioni non devono abbandonare le Tv locali.

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La seduta di ieri ha segnato una netta cesura per l’attività del Consiglio regionale della Lombardia.

Il faccia a faccia tra maggioranza e opposizione ha assunto toni da guerra fredda, con il presidente di turno dell’assemblea, il vice Carlo Saffioti, nel ruolo di garante di un equilibrio solo apparentemente saldo nei rapporti tra Lega e Pdl. continua…

In un incontro organizzato presso il salone Clerici delle Acli milanesi l’associazione LibertàEguale ha messo attorno a un tavolo i leader regionali dei partiti che oggi si pongono all’opposizione rispetto a Formigoni.

Si ragiona della crisi del modello Formigoni e delle prospettive  future per la Lombardia. C’é la consapevolezza che l’esperienza del Celeste sia ormai al tramonto, ma anche la percezione che non ci sia ancora una reale alternativa.

Durante il dibattito ci si é a più riprese chiesti se i partiti siano in grado di intepretare in modo credibile e potenzialmente vincente l’attuale momento di transizione in Lombardia.

In vista dell’incontro, ho preparato una breve riflessione scritta. Ve la propongo qui di seguito. continua…

Pareggio. Questo il risultato fortemente voluto dalla maggioranza al termine della più lunga seduta di Consiglio regionale dall’inizio della legislatura. Al termine della seduta notturna, la maggioranza (senza minoranze in aula) ha approvato la legge che prevede l’introduzione parziale e sperimentale di un meccanismo definito Fattore Famiglia per il pagamento delle prestazioni socio assistenziali. Questo il punto segnato dal Pdl, ma in particolare dall’assessore Boscagli e dal presidente Formigoni, non a caso presente in aula fino oltre mezzanotte. In precedenza, la Lega aveva portato a casa, nonostante l’ostruzionismo dell’opposizione, la legge Harlem, che ostacola la presenza di negozi etnici. La disponibilità a discutere realmente di Fattore Famiglia e di rilancio del commercio, almeno da parte del Pd, c’era tutta, ma le logiche che hanno accompagnato i due provvedimenti sono state altre.

continua…

Bene ha fatto il collega consigliere regionale Gabriele Sola a “sfruttare” mediaticamente il suo rifiuto dell’I-pad messo a disposizione dal Consiglio regionale. Per quanto mi riguarda, dopo aver espresso tutte le perplessità possibili sulla scelta di dotare i consiglieri di siffatto strumento (ho testimoni in grado di dimostrarlo), ho comunque scelto di ritirarlo, nella convinzione che avrebbe rappresentato un ulteriore strumento di lavoro, anche se non indispensabile. Il collega Sola lo utilizzava già da tempo, avendolo evidentemente acquistato a sue spese.

Al momento, però, dopo quasi due mesi, devo dire che al Pirellone (sede del Consiglio) non lo utilizzo quasi mai, preferisco usare il PC portatile.
Il problema è che non posso usarlo! continua…

Il nervosismo della maggioranza pare ormai evidente.
Ne abbiamo parlato ieri nella diretta web (che ha disertato per un blocco della schiena in via di risoluzione) mensile del gruppo regionale del PD.

Potete rivederla qui:

Di maggioranza in crisi parlano ampiamente anche i giornali.
Qui un tagliente articolo di Alessandro Da Rold su “Il Riformista”: Riformista, 26 gen 2012, crisi maggioranza lombarda

L’arresto del consigliere regionale Ponzoni apre molti interrogativi.
Il presidente Formigoni si è affrettato a sottolineare come i fatti contestati al suo ex assessore siano esclusivamente personali e non riguardino la politica, ma qualche dubbio è non solo legittimo, ma doveroso.

Come riferisce, tra gli altri, il quotidiano La Repubblica in un articolo pubblicato ieri, le indagini che hanno condotto all’arresto di Ponzoni hanno toccato anche le procedure per la concessione delle autorizzazioni alla costruzione di nuovi centri commerciali. continua…

Sull’Alfa di Arese e sull’esito dell’accordo di programma a fronte delle prossime elezioni amministrative di parte dei comuni interessati, Regione Lombardia, con un intervento in Consiglio regionale del sottosegretario Alli, dichiara che si é proceduto a una variazione del progetto per l’incremento delle aree di alcuni proprietari (Tea). In questi mesi si é lavorato per ridefinire il progetto e ora ci saranno le prime ricadute concrete.
Il prossimo 23 gennaio il progetto verrà esaminato dalla segreteria dell’accordo di programma. La definizione del nuovo progetto, secondo Alli, dovrebbe avvenire entro il mese di settembre. Nuovi eventuali ingressi di soggetti istituzionali nell’accordo di programma comporterebbero ulteriori ritardi, in un secondo tempo si potrà valutare possibili ingressi. Le istanze dei comuni limitrofi potranno comunque rientrare nella fase di VAS (valutazione ambientale strategica).