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Tag: formigoni

Il nervosismo della maggioranza pare ormai evidente.
Ne abbiamo parlato ieri nella diretta web (che ha disertato per un blocco della schiena in via di risoluzione) mensile del gruppo regionale del PD.

Potete rivederla qui:

Di maggioranza in crisi parlano ampiamente anche i giornali.
Qui un tagliente articolo di Alessandro Da Rold su “Il Riformista”: Riformista, 26 gen 2012, crisi maggioranza lombarda

Pisapia lancia il sasso e chiede di cominciare a pensare alla corsa per il Pirellone.
Su “Repubblica” si comincia già a parlare di primarie e si fanno anche, in modo più o meno interessato, nomi vari…
E se, invece, si cominciasse davvero a immaginare insieme quale regione vorremmo se Formigoni…
Il Celeste si dice sicuro che i lombardi continueranno a votare il centro destra e si pavoneggia di un 63% abbondante di gradimento.
La Lega si fa gli affaracci suoi e insulta tutti, a partire da Napolitano.
La sensazione è che anche i lombardi siano un po’ stufi, ma che non si fidino di eventuali salti nel buio. continua…

Troppi zeri nel bilancio di previsione 2012 in Regione Lombardia. E non certo perché le cifre siano troppo alte. I soldi proprio non ci sono. Ieri in Commissione cultura è stato chiaro come scuola, cultura e sport siano a secco.

continua…

Sorpresona ieri leggendo il Corrierone.
Due articoli di Andrea Senesi (puntuale cronista regionale del quotidiano di via Solferino) mi hanno fatto sobbalzare sulla poltrona (quella di casa, s’intende…).
Nel primo ho scoperto che il nuovo sito del Consiglio mi aveva trasferito la residenza a Seveso, cosa accaduta a tutti gli altri colleghi consiglieri.
Nel secondo (con occhiello mendace riguardo il record di presenze attribuito ad Alboni e Borghetti, mentre presenti a tutte le sedute siamo stati in 19) ho scoperto invece che il presidente Formigoni ha partecipato a 25 sedute di consiglio.
Com’è possibile, mi sono chiesto, dato che non devo averlo visto in aula più di 5 o 6 volte in tutto?
Vuoi che il buon Senesi abbia scritto una cosa completamente falsa?
Ma no! Andrea Senesi non ha fatto altro che pubblicare i dati ufficiali delle presenze registrate sulla base delle firme dell’apposito registro collocato presso la reception del consiglio. La firma di Formigoni compare per 25 volte, ma evidentemente il presidente si è poi perso nel tragitto tra la reception e l’aula.
C’è qualcuno che proprio con le firme non riesce ad andare d’accordo.

Se le cose vanno male è legittimo rinunciare a qualche lusso, ma almeno è il caso di ammetterlo. Non mi pare sia stato l’atteggiamento seguito da Regione Lombardia che in questo 2011 ha, se non altro, snobbato il mondo della cooperazione internazionale.

Ormai in Italia rischiamo di ricordarci che esiste la cooperazione internazionale solo quando qualche cooperante finisce sui giornali perché incappa in una brutta avventura, magari un rapimento da parte di estremisti.

Nell’ultima seduta prima della pausa agostana, la Giunta ha stanziato 2 milioni e 678mila euro e rotti per il sostegno alla cooperazione, di questi 2 milioni saranno distribuito tramite bando, i rimanenti saranno gestiti direttamente dalla regione. Ottima cosa. La Lombardia, nonostante la crisi e i tagli, no si dimentica di chi lavora a favore dei più deboli nelle zone più disastrate del mondo. Occhio però alle date che, in questo caso, non sono un dettaglio trascurabile. I fondi in questione saranno disponibili per il 2012 (sempre che non accada qualcosa in contrario da qui ad allora). E il 2011? continua…

In un clima stanco e vacanziero, il consiglio regionale discute di assestamento di bilancio.
I tagli statali sono pesanti, il patto di stabilità inflessibile, ma la regione non è stata capace di individuare priorità e urgenze per andare oltre l’ordinaria amministrazione. Dalla Lombardia dovrebbero arrivare segnali innovativi, ma qui non se ne vedono.

Ma forse è chiedere troppo a una Giunta che dipende dalle inevitabili fasi vitali del suo presidente. Dalla fase creativa del primo mandato siamo passati a quella spiccatamente gestionale del secondo e terzo mandato per vivere oggi la stanca stagione del manierismo amministrativo in questo lungo e laborioso passaggio verso un futuro non ancora definito.

Il mio intervento in aula sull’assestamento di bilancio per il 2011 

Intervento in aula in modalità video

Singolare iniziativa della Lega in regione.
I lumbard hanno scioperato non partecipando ai lavori delle commissioni previste per lunedì 4 luglio in segno di protesta contro il capogruppo Pdl Paolo Valentini che, dopo l’affossamento in aula della legge sui parchi, li aveva bollati con l’epiteto di “inaffidabili”.
I leghisti hanno garantito il numero legale nelle sedute in cui si presentava l’assestamento di bilancio, ma dopo pochi minuti si sono dileguati.
Le commissioni sono andate avanti nonostante la pesante assenza.
Come andrà avanti la maggioranza regionale?
Gli attriti sono ormai evidenti. Fin qui, salvo piccoli incidenti di percorso, Lega e Pdl sono sempre stati compatti alla prova del voto. Credo che il passaggio di fine luglio sul bilancio di assestamento non offrirà grosse sorprese, ma dopo la pausa estiva tornano in agguato la caccia in deroga e i parchi, materie su cui negli scorsi mesi ne abbiamo viste davvero di tutti i colori.
Che cosa dice Formigoni di quanto sta accadendo?
Il celeste non pare preoccupato, ma il combinato disposto tra situazione nazionale e beghe locali potrebbe prima o poi esplodergli in mano…

I politici corrono…
Leggete un po’ che cosa è comparso ieri sulle agenzie:

“Ha ragione la Regione a intervenire meravigliata su quanto comunicato dal Comune. Ne sono testimone diretto perché ho corso la gara insieme al team regionale, in quanto quello comunale era rimasto troppo indietro… Comunque tranquillizzo subito colleghi e amici perché abbiamo fatto un’ottima figura. All’arrivo all’Arena ci è stato detto che i primi rappresentanti istituzionali a tagliare il traguardo siamo stati il Presidente Formigoni ed io con 50 minuti e 50 secondi. E’ altamente probabile che qualche rappresentante dell’Esercito, che ringrazio, abbia tagliato prima il traguardo, ma non è stato detto di esponenti del Comune”. Lo ha detto Manfredi Palmeri, candidato Sindaco di Milano, che sempre partecipa alla manifestazione: “Altre cose non risultano, ma se serve c’è sempre il cronometro a venire in aiuto, e possiamo prevedere in tempi non lunghi amichevoli sfide e nuove corse tutti insieme gustandoci da vicino la nostra Milano”.

Spero che la campagna elettorale milanese non viva solo di queste amenità.

P.S.
Lo ammetto: la mia è solo e tutta invidia per il tempo realizzato dal Governatore che riesce pure a trovare il tempo per allenarsi…
Io non riesco a trovarlo e faccio già a pugni con l’agenda per inserire le mie attuali attività…
Evidentemente è questa la differenza tra i “super” e i normali.

The theories behind the charges against Silvio Berlusconi seem unfounded to me. I believe that nothing will come of all this.

E’ il testo di un tweet, ovvero un messaggino su Twitter, scritto nella serata di ieri da un utente Twitter che si definisce così: “an Italian politician currently serving as President of the Lombardy Region”.
Oh yes! E’ proprio il presidente Formigoni.
Molto internazionale l’idea di essere presente su Twitter con messaggi quasi esclusivamente in inglese (ma che dice la Lega?).
Granitica la certezza sull’intangibilità di Berlusconi e sull’infondatezza delle accuse a suo carico.
Della serie: difendiamo il capo che alla fine, quando sarà passata la buriana, qualcosa riscuoteremo pure…

Tutto questo poteva non accadere. Questa escalation – il passaggio del presidente del Consiglio da possibile «parte lesa» a indagato principe nel fascicolo dedicato al cosiddetto caso Ruby – po­teva non essere sotto i nostri occhi e al primo posto nei nostri discorsi in un momento in cui su ben altro ci si dovrebbe concentrare per il be­ne del Paese. Si può legittimamente argomen­tare sul motore di questo ennesimo e increscioso affondo giudiziario contro Berlusconi, ci si può persino interrogare sulle straordinarie energie investigative investite in questa vicenda da strut­ture centrali di polizia e dalla procura milane­se. Ma ci si deve interrogare, credo, anche e so­prattutto su altro. «In qualunque campo, quan­do si ricoprono incarichi di visibilità, il conte­gno è indivisibile dal ruolo», annotò con preoc­cupazione lo scorso 27 settembre il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. Quella sua preoccupazione era ed è sentita da tanti. E in questi anni questo giornale ha ripetutamente ri­cordato a tutti – premier in primo luogo – che per servire degnamente nella sfera pubblica bi­sogna sapersi dare, e tener cara, una misura di sobrietà e di rispetto per se stessi, per ogni altro e per il ruolo che si ricopre.
Io non so, insomma, come si concluderà l’in­dagine milanese a carico del presidente Berlu­sconi. Ma so che deve concludersi presto. A noi italiani, a tutti noi, comunque la pensiamo e co­munque votiamo, è dovuto almeno questo: un’uscita rapida da questo irrespirabile polve­rone. E ognuno deve fare per intero la propria parte perché questo avvenga con tutta l’indi­spensabile pulizia agli occhi dell’Italia e del mondo.

Mi scuserà il direttore di Avvenire Tarquinio se ha scelto di rilanciare un ampio stralcio del suo editoriale del 18 gennaio. Mi pare che le parole di Tarquinio siano pacate, amare e chiarissime: bisogna fare chiarezza il prima possibile. A tutela di tutti. Protagonisti della vicenda e, soprattutto, cittadini italiani. Per evitare che accada ancora quello che abbiamo visto in consiglio regionale, ovvero una sorta di caccia all’uomo, anzi, alla donna, con la consigliera Minetti inseguita dalle TV che volevano carpirle qualche dichiarazione. Tutto questo mentre in aula si discuteva, nell’indifferenza della stampa, di temi come la solidarietà ai Copti, la revoca del direttore generale dell’ASL Milano 1 Pezzano, il prolungamento della MM2 a Vimercate, l’assistenza residenziale per i disabili psichici e molto altro (guarda il video). Prima usciremo da questa situazione, meglio sarà per tutti!