<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fabio Pizzul</title>
	<atom:link href="http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.fabiopizzul.com/blog</link>
	<description>UN BLOG PER AGGIORNARVI SULLA MIA ATTIVITA&#039; DI CONSIGLIERE REGIONALE</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Feb 2012 06:50:55 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Una giustizia vicina ai cittadini</title>
		<link>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/21/una-giustizia-vicina-ai-cittadini/</link>
		<comments>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/21/una-giustizia-vicina-ai-cittadini/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 06:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio pizzul</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cassano d'Adda]]></category>
		<category><![CDATA[Legnano]]></category>
		<category><![CDATA[Rho]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fabiopizzul.com/blog/?p=3607</guid>
		<description><![CDATA[Lunedì 20 febbraio presso il municipio di Legnano si è tenuto un incontro che ha visto la presenza di parlamentari, consiglieri regionali e provinciali ed esponenti delle forze sociali del territorio.
I sindaci di Rho, Legnano e Cassano d’Adda, le tre sedi dei presidi, si sono fatti portavoce della netta contrarietà alla chiusura, anche perché un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Legnano-Tribunale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3608" title="Legnano Tribunale" src="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Legnano-Tribunale-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Lunedì 20 febbraio presso il municipio di Legnano si è tenuto un incontro che ha visto la presenza di parlamentari, consiglieri regionali e provinciali ed esponenti delle forze sociali del territorio.<br />
I sindaci di Rho, Legnano e Cassano d’Adda, le tre sedi dei presidi, si sono fatti portavoce della netta contrarietà alla chiusura, anche perché un unico presidio per 3 oltre milioni di abitanti non sarebbe nè logico nè razionale.  Il sindaco di Legnano Lorenzo Vitali, facendo gli onori di casa, ha sottolineato come la chiusura dei distaccamenti metterebbe in difficoltà lo stesso Tribunale di Milano che dovrebbe sopportare un carico aggiuntivo di moltissime pratiche che andrebbero ad aggiungersi alle già molte in arretrato.</p>
<p><span id="more-3607"></span>Secondo il sindaco di Rho Pietro Romano, la chiusura dei distaccamenti produrrebbe una minore efficienza della  giustizia con un danno evidente per l’economia, già ora, proprio a causa degli eterni tempi della giustizia, molte aziende preferiscono investire nel vicino Canton Ticino.</p>
<p>L’atteggiamento della presidente Pomodoro, secondo il Comitato per il decentramento della giustizia guidato dall’avvocato Brumana,  è una forzatura belle e buona, dato che le tre sezioni distaccate non possono essere considerate rami secchi.</p>
<p>Secondo il sindaco di Cassano Roberto Maviglia, quella per il mantenimento delle sedi è una battaglia per l&#8217;efficienza della giustizia: i tempi delle sedi distaccate sono molto piú brevi e agevolano le forze economiche e anche le forze dell&#8217;ordine. Secondo Maviglia, quella di istituzioni che litigano a forza di carte bollate è una pessima immagine.</p>
<p>Dopo i pronunciamenti di TAR e Consiglio di Stato, ora la palla passa al governo che ha una delega per la riorganizzazione dei presidi giudiziari in tutta Italia. Le eventuali chiusure dovranno essere basate su criteri oggettivi e omogenei che si basano sul numero di abitanti serviti e sulle caratteristiche dei diversi territori. I numeri  sono a favore delle tre sedi milanesi e, se verranno rispettati rigorosamente i parametri, non si dovrebbe procedere alla chiusura. Rimane lo spettro di un possibile decreto ministeriale d&#8217;urgenza per porre fine a una situazione confusa che il Comitato sospetta possa essere creata ad arte.</p>
<p>Dopo la manifestazione di Legnano, la palla passa ora ai politici che ai vari livelli hanno ora il compito di evidenziare le ragioni e i numeri di questi territori per evitare l’improvvida chiusura.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/21/una-giustizia-vicina-ai-cittadini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per la Lombardia di domani</title>
		<link>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/20/per-la-lombardia-di-domani/</link>
		<comments>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/20/per-la-lombardia-di-domani/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 15:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio pizzul</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fabiopizzul.com/blog/?p=3603</guid>
		<description><![CDATA[In un incontro organizzato presso il salone Clerici delle Acli milanesi l&#8217;associazione LibertàEguale ha messo attorno a un tavolo i leader regionali dei partiti che oggi si pongono all&#8217;opposizione rispetto a Formigoni.
Si ragiona della crisi del modello Formigoni e delle prospettive  future per la Lombardia. C&#8217;é la consapevolezza che l&#8217;esperienza del Celeste sia ormai al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un incontro organizzato presso il salone Clerici delle Acli milanesi l&#8217;associazione LibertàEguale ha messo attorno a un tavolo i leader regionali dei partiti che oggi si pongono all&#8217;opposizione rispetto a Formigoni.</p>
<p>Si ragiona della crisi del modello Formigoni e delle prospettive  future per la Lombardia. C&#8217;é la consapevolezza che l&#8217;esperienza del Celeste sia ormai al tramonto, ma anche la percezione che non ci sia ancora una reale alternativa.</p>
<p>Durante il dibattito ci si é a più riprese chiesti se i partiti siano in grado di intepretare in modo credibile e potenzialmente vincente l&#8217;attuale momento di transizione in Lombardia.</p>
<p>In vista dell&#8217;incontro, ho preparato una breve riflessione scritta. Ve la propongo qui di seguito.<span id="more-3603"></span>PER LA LOMBARDIA DI DOMANI<br />
Parlare di crisi del modello Formigoni ormai non è più un tabù. Le vicende giudiziarie degli ultimi mesi e le continue frizioni all&#8217;interno della maggioranza regionale sono lì a dimostrare come il sistema che ha retto da più di quindici anni la regione più ricca d&#8217;Italia mostri crepe evidenti e un ormai cronico deficit di trasparenza e credibilità.Lascio ad altri un&#8217;analisi più approfondita delle cause e degli effetti di una crisi ormai conclamata e mi concentro su possibili prospettive che possano restituire alla Lombardia il ruolo che le compete e ai lombardi un po&#8217; di fiducia in un futuro che pare sempre più nebbioso e incerto.Mi limiterò a tre suggestioni che possono, a mio giudizio, rappresentare tre nuclei interessanti per costruire una diversa idea di Lombardia.</p>
<p>UNA LOMBARDIA IN RETE<br />
Occorre superare un modello centralistico che ha visto la regione calarsi sempre più nel ruolo di gestore di politiche abbandonando le funzioni regolatrici e di coordinamento che le erano state affidate nel disegno costituzionale. I ricorrenti conflitti tra istituzioni di diverso livello, la cronica incapacità di mettere in campo soluzioni condivise e la difficoltà a promuovere un reale protagonismo degli enti locali hanno frenato le potenzialità di una regione come la Lombardia che può vantare straordinarie esperienze di buona amministrazione locale, ma fatica a metterle a sistema. Ragionare in una logica di rete significa far sì che la regione si trasformi in un catalizzatore delle forze operanti sul proprio territorio e possa, in una logica di programmazione che non mortifica, ma semmai valorizza, la libera iniziativa e indica strade di un possibile sviluppo sostenibile, condiviso e innovativo. Una Lombardia davvero in rete potrebbe andare oltre la logica centralistica che vede la regione gestire ingenti risorse senza che però da queste nascano effettive occasioni di reale valorizzazione di territori che diventano sempre meno attrattivi anche in termini economici. Va da sé che la logica della rete può garantire significativi guadagni in trasparenza e coesione territoriale, a patto che venga giocata in termini di apertura (tecnologica e culturale), di inclusione (attenzione particolare all&#8217;accompagnamento delle fragilità) e di facilità di accesso. La stessa macchina amministrativa regionale ha enormi margini di miglioramento e dovrebbe superare l&#8217;ormai sclerotica visione verticistica di un controllo piramidale che si è sempre più trasformato in una sorta di culto dell&#8217;eccellenza o della personalità del presidente.</p>
<p>UNA LOMBARDIA SOSTENIBILE<br />
Il futuro deve fare necessariamente i conti con le risorse, siano esse umane, naturali o economiche. La sostenibilità umana di un territorio passa dalla possibilità che chi vive in esso possa trovare opportunità adeguate per mettere a frutto le proprie capacità, per sviluppare relazioni significative e per costruire condizioni di benessere individuale e sociale. La sostenibilità naturale passa da un corretto utilizzo del territorio (il consumo di suolo è un tema critico e centrale) e da una gestione equilibrata delle fonti energetiche e delle altre risorse naturali. La sostenibilità economica poggia sulla capacità di creare lavoro, di attirare investimenti e di riequilibrare diseguaglianze che rischiano di minare alla radice qualsiasi possibilità di costruire una società all&#8217;insegna delle opportunità e non delle paure o delle chiusure. E&#8217; una partita da giocare su più fronti, al di fuori di ogni logica di decrescita, ma nella consapevolezza che solo individuando priorità e punti di non ritorno sarà possibile creare le condizioni per uno sviluppo reale che non sia puro e semplice sfruttamento di quelle risorse che non sono infinite e che rappresentano un bene pubblico da tutelare. Non stiamo ovviamente in questa sede giá ragionando in termini di politiche di gestione, ma di prerequisiti da garantire per costruirle assieme.</p>
<p>UNA LOMBARDIA GENERATIVA<br />
Per una regione ricca di storia, di tradizioni e di opportunità la sfida non può che essere quella di rinnovarsi per generare le condizioni di un nuovo che sappia consegnare al futuro i beni costruiti nel passato. Per la Lombardia questo impone una scelta prioritaria per i giovani, gli unici in grado di ragionare e vivere in termini generativi e non conservativi. Consegnare alle giovani generazioni il patrimonio accumulato in secoli di sviluppo è l&#8217;unica prospettiva credibile per una regione che voglia davvero vincere la sfida della crisi. Questo significa liberare risorse in sede di formazione e di relazione, aprirsi a collaborazioni con altri territori secondo una logica di solidarietà nazionale ed europea (nel senso di impegnarsi assieme per creare nuove opportunità di scambio e crescita), incrementare un patrimonio sociale che non può avere come unico obiettivo il raggiungimento di un utile di carattere economico. Costruire condizioni di generatività significa anche andare oltre la pur fondamentale logica dei diritti individuali per sostenere e promuovere l&#8217;impegno di chi costruisce percorsi e occasioni di crescita di un patrimonio sociale che rimetta in circolo forze nuove e risorse ad alto valore relazionale. I temi della demografia, della corretta relazione tra diverse generazioni e della gestione del fenomeno migratorio sono in quest&#8217;ottica decisivi e vanno gestiti con coraggio e lungimiranza.</p>
<p>UNA LOMBARDIA PER TUTTI<br />
Solo due parole per dire che bisogna andare oltre i piccoli grandi interessi di gruppi più o meno consolidati per aprire davvero le istituzioni regionali all&#8217;interesse dei lombardi.<br />
Sono solo alcuni spunti di riflessione, ancora lontani da una possibile declinazione programmatica. Spero possano essere utili e stimolanti, almeno per costruire la possibilità di un dibattito costruttivo alla ricerca di una proposta che possa sostenere l&#8217;idea di una Lombardia in grado di guardare oltre il ventennio formigoniano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/20/per-la-lombardia-di-domani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>OPG di Castiglione: un patrimonio da custodire</title>
		<link>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/19/opg-di-castiglione-un-patrimonio-da-custodire/</link>
		<comments>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/19/opg-di-castiglione-un-patrimonio-da-custodire/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 20:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio pizzul</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Castiglione delle Stiviere]]></category>
		<category><![CDATA[opg]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fabiopizzul.com/blog/?p=3590</guid>
		<description><![CDATA[Confesso di avere avuto più di un preconcetto prima della visita all&#8217;Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere.
Il dibattito degli ultimi giorni sulla chiusura degli OPG definiti come veri e propri lager mi avevano indotto a pensare che Castiglione non facesse eccezione. Come spesso accade, la conoscenza diretta della realtà fa cambiare opinione e sorprende.
E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Castiglione-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3594" title="Castiglione 2" src="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Castiglione-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Confesso di avere avuto più di un preconcetto prima della visita all&#8217;Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere.<br />
Il dibattito degli ultimi giorni sulla chiusura degli OPG definiti come veri e propri lager mi avevano indotto a pensare che Castiglione non facesse eccezione. Come spesso accade, la conoscenza diretta della realtà fa cambiare opinione e sorprende.<br />
E&#8217; accaduto anche a me dopo la visita di sabato scorso a Castiglione delle Stiviere in compagnia dei colleghi Pavesi e Girelli.<br />
L&#8217;OPG mantovano non solo non va chiuso, ma dovrebbe diventare una sorta di punto di riferimentoda cui partire per la necessaria riforma della psichiatria giudiziaria.<span id="more-3590"></span></p>
<p><a href="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Castiglione-11.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3595" title="Castiglione 1" src="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Castiglione-11-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Già dal primo impatto, la struttura di Castiglione è completamente diversa da qualsiasi altra struttura che faccia riferimento al pianeta carcere. Un grande parco molto ben curato conduce nei pressi di una struttura circondata da una recinzione studiata appositamente per non dare l&#8217;idea di reclusione e separazione. Il cancello d&#8217;ingresso è, come accade in tutti i penitenziari, a comando elettrico, ma qui non c&#8217;è traccia di agenti: quello di Castiglione è un vero e proprio ospedale in cui non esiste sorveglianza armata. Il primo pensiero è che chiunque possa fuggire quasi indisturbato, ma allontanamenti o evasioni non sono all&#8217;ordine del giorno.<br />
La struttura può ospitare a regime 220 persone, ma attualmente gli internati sono 310. Castiglione è l&#8217;OPG di riferimento per gli uomini di Piemonte e Lombardia e per le donne di tutta Italia. Il sovraffollamento anche qui è un problema quasi cronico e il fatto che da poco non arrivino più internati dal Veneto ha solo parzialmente ridotto le dimensioni del problema.</p>
<p><a href="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Castiglione-3.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3596" title="Castiglione 3" src="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Castiglione-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Tutti gli internati di Castiglione sono a carico del sistema sanitario della Lombardia, visto che l&#8217;ospedale dipende dall&#8217;Azienda Ospadaliera Carlo Poma di Mantova. Un costo significativo per la regione che però, dice qualcuno, se l&#8217;è un po&#8217; andata a cercare quando non ha posto ostacoli a che Castiglione avesse un bacino che comprendeva Piemonte e Veneto, oltre naturalmente alla Lombardia.<br />
Le strutture dell&#8217;OPG, nonostante il sovraffollamento, mi sono sembrate curate e ben manutenute, molti i laboratori e gli spazi per le attività comuni, dignitose le stanze che, non fosse per le sbarre alle finestre, sembrerebbero camere di una RSA o di un ospedale.<br />
I duecento operatori hanno accumulato un&#8217;esperienza molto significativa e mi hanno dato l&#8217;impressione di saper ormai gestire gli internati con le docute competenze, tenendo soprattutto conto del fatto che qualsiasi azione di contenimento viene realizzata con interventi relazionali e non con la forza.<br />
<a href="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/castiglione-stiviere.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3597" title="castiglione stiviere" src="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/castiglione-stiviere-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;età media degli internati è di soli 42 anni e la loro permanenza media è di circa 3 anni, anche se ci sono persone che a Castiglione vivono da oltre dieci anni e vivono una sorta di &#8220;ergastolo bianco&#8221;, perché nessuno sa dove mandarli.<br />
Sulla base di un emendamento al decreto Svuota carceri approvato al Senato, entro il 31 marzo 2013 i 7 Ospedali Psichiatrici Giudiziari dovranno chiudere. Provvedimento sacrosanto per almeno 6 strutture, ma per Castiglione mi pare proprio si debba operare in un&#8217;altra direzione.<br />
L&#8217;ipotesi per superare gli OPG è quella, assolutamente condivisibile, di creare strutture più piccole, di 20/30 persone. Castiglione si presterebbe a una ristrutturazione in varie piccole strutture residenziali e potrebbe garantire l&#8217;utilizzo comune delle tante strutture ormai rodate e apprezzate. Se si riuscisse a convogliare verso il Piemonte i circa 90 internati da là provenienti, i numeri potrebbero giocare a favore di quest&#8217;ipotesi, magari accompagnata da una nuova piccola struttura da realizzare in un&#8217;altra parte della Lombardia, magari nei pressi di Milano, da dove proviene la gran parte degli internati. In pratica, Castiglione potrebbe funzionare come una sorta di villaggio polifunzionale per la psichiatria giudiziaria.<br />
<a href="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Castiglione-4.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3600" title="Castiglione 4" src="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Castiglione-4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel patrimonio accumulato in questi anni dalla struttura mantovana, vanno annoverati anche il buon rapporto con il territorio e la proficua collaborazione con la magistratura di sorveglianza mantovana che mostra di fidarsi della gestione degli operatori e manifesta grande apertura e flessibilità per le uscite e le attività degli internati.<br />
Regione Lombardia ha già in carico i 200 operatori che, in caso di chiusura andrebbero ricollocati nell&#8217;ambito di altre strutture sanitarie, ma questo significherebbe disperdere un grande capitale umano. Anche dal punto di vista economico, la Lombardia potrebbe attingere alle risorse del DAP (Dipartimento per l&#8217;Amministrazione Penitenziaria) per sviluppare i nuovi progetti e risistemare Castiglione.<br />
<a href="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Castiglione-5.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3598" title="Castiglione 5" src="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Castiglione-5-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quelle che vi ho proposto sono solo alcune impressioni e alcune possibili prospettive per l&#8217;OPG di Castiglione che non può essere liquidato assieme alle altre strutture italiane.<br />
L&#8217;istituenda commissione speciali per le carceri del Consiglio regionale dovrà occuparsi anche di questo.<br />
Se prima della visita ero a disagio pensando a quello che avrei visto, ora sono preoccupato per la prospettiva che il grande e bel lavoro fatto a Castiglione delle Stiviere possa venire disperso.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/19/opg-di-castiglione-un-patrimonio-da-custodire/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>l&#8217;Hi-Tech in fuga dalla Lombardia: Alcatel fa utili ma annuncia esuberi</title>
		<link>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/16/lhi-tech-in-fuga-dalla-lombardia-alcatel-fa-utili-ma-annuncia-esuberi/</link>
		<comments>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/16/lhi-tech-in-fuga-dalla-lombardia-alcatel-fa-utili-ma-annuncia-esuberi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 09:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio pizzul</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[CISL]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[delocalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[distretto hi-tech]]></category>
		<category><![CDATA[FIOM]]></category>
		<category><![CDATA[hi-tech]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[UIL]]></category>
		<category><![CDATA[Vimercate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fabiopizzul.com/blog/?p=3581</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/16/lhi-tech-in-fuga-dalla-lombardia-alcatel-fa-utili-ma-annuncia-esuberi/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/16/lhi-tech-in-fuga-dalla-lombardia-alcatel-fa-utili-ma-annuncia-esuberi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Politiche per la Famiglia</title>
		<link>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/15/politiche-per-la-famiglia/</link>
		<comments>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/15/politiche-per-la-famiglia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio pizzul</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fabiopizzul.com/blog/?p=3578</guid>
		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Convegno-Famiglia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3577" title="Convegno Famiglia" src="http://www.fabiopizzul.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Convegno-Famiglia.jpg" alt="" width="890" height="591" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/15/politiche-per-la-famiglia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Formigoni &#8211; Lega 1 a 1 e si sono portati via la palla</title>
		<link>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/15/formigoni-lega-1-a-1-e-si-sono-portati-via-la-palla/</link>
		<comments>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/15/formigoni-lega-1-a-1-e-si-sono-portati-via-la-palla/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 07:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio pizzul</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[formigoni]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fabiopizzul.com/blog/?p=3574</guid>
		<description><![CDATA[Pareggio. Questo il risultato fortemente voluto dalla maggioranza al termine della più lunga seduta di Consiglio regionale dall&#8217;inizio della legislatura. Al termine della seduta notturna, la maggioranza (senza minoranze in aula) ha approvato la legge che prevede l&#8217;introduzione parziale e sperimentale di un meccanismo definito Fattore Famiglia per il pagamento delle prestazioni socio assistenziali. Questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pareggio. Questo il risultato fortemente voluto dalla maggioranza al termine della più lunga seduta di Consiglio regionale dall&#8217;inizio della legislatura. Al termine della seduta notturna, la maggioranza (senza minoranze in aula) ha approvato la legge che prevede l&#8217;introduzione parziale e sperimentale di un meccanismo definito Fattore Famiglia per il pagamento delle prestazioni socio assistenziali. Questo il punto segnato dal Pdl, ma in particolare dall&#8217;assessore Boscagli e dal presidente Formigoni, non a caso presente in aula fino oltre mezzanotte. In precedenza, la Lega aveva portato a casa, nonostante l&#8217;ostruzionismo dell&#8217;opposizione, la legge Harlem, che ostacola la presenza di negozi etnici. La disponibilità a discutere realmente di Fattore Famiglia e di rilancio del commercio, almeno da parte del Pd, c&#8217;era tutta, ma le logiche che hanno accompagnato i due provvedimenti sono state altre.</p>
<p><span id="more-3574"></span>Come PD abbiamo fatto il possibile per sottolineare le</p>
<p>contraddizioni di due provvedimenti che rischiano di essere delle bandiere più che innescare dello politiche realmente utili ai cittadini lombardi.</p>
<p>Per poter arrivare all&#8217;approvazione delle due leggi nella stessa seduta, elemento fondamentale per blindare una maggioranza che ha più volte mostrato segnali di nervosismo, il presidente del Consiglio Boni ha forzato il regolamento facendo proseguire la seduta oltre il limite previsto della mezzanotte senza aver preventivamente convocato i capi gruppo. Peccato veniale e solo formale, dirá qualcuno, ma il rispetto del diritto della minoranza é sostanza e non solo forma. È legittimo che la maggioranza faccia valere la forza dei numeri, ma c&#8217;é modo e modo di farlo e quanto si é visto ieri in aula é sembrato più un affannoso tentativo di mantenere fragili accordi Lega Pdl che un reale sforzo di venire incontro alle esigenze dei lombardi. D&#8217;altronde, lo si é capito da tempo, Formigoni ha l&#8217;assoluta necessitá di recuperare smalto, autorevolezza e stabilitá e le grandi manovre di ieri sono servite soprattutto a dare l&#8217;idea, tutta da dimostrare, di una maggioranza solida e di un governatore ancora capace di offrire prospettive credibili per il futuro della Lombardia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/15/formigoni-lega-1-a-1-e-si-sono-portati-via-la-palla/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Costi della Politica: diretta web da Erba alle ore 21:00</title>
		<link>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/13/costi-della-politica-diretta-web-ore-2100/</link>
		<comments>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/13/costi-della-politica-diretta-web-ore-2100/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 15:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio pizzul</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fabiopizzul.com/blog/?p=3555</guid>
		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="450" height="350" src="http://www.streamago.tv/iframe/13527/" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/13/costi-della-politica-diretta-web-ore-2100/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Erba per parlare di costi della politica</title>
		<link>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/12/a-erba-per-parlare-di-costi-della-politica/</link>
		<comments>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/12/a-erba-per-parlare-di-costi-della-politica/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 21:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio pizzul</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[costi politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fabiopizzul.com/blog/?p=3551</guid>
		<description><![CDATA[Domani sera alle 21 sarò ad Erba per un convegno dedicato ai costi della politica.
Parteciperanno Sergio Rizzo del Corriere della Sera, i colleghi consiglieri regionali del PD Luca Gaffuri e Carlo Spreafico e il sindaco di Lecco Virginio Brivio.
Qui sotto le indicazioni logistiche e il programma dettagliato della serata:
I Costi della politica &#8211; le proposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani sera alle 21 sarò ad Erba per un convegno dedicato ai costi della politica.<br />
Parteciperanno Sergio Rizzo del Corriere della Sera, i colleghi consiglieri regionali del PD Luca Gaffuri e Carlo Spreafico e il sindaco di Lecco Virginio Brivio.</p>
<p>Qui sotto le indicazioni logistiche e il programma dettagliato della serata:</p>
<p><a href="http://www.pdregionelombardia.it/documenti/35286costiErbaVol.pdf">I Costi della politica &#8211; le proposte del PD</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/12/a-erba-per-parlare-di-costi-della-politica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Formazione e lavoro: binomio vincente?</title>
		<link>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/10/formazione-e-lavoro-binomio-vincente/</link>
		<comments>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/10/formazione-e-lavoro-binomio-vincente/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 16:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio pizzul</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fabiopizzul.com/blog/?p=3549</guid>
		<description><![CDATA[Vi propongo l&#8217;intervento che ho proposto martedì scorso in consiglio regionale durante il dibattito che ha portato all&#8217;approvazione dell&#8217;atto di indirizzo per la formazione e il lavoro di qui al 2015.
Il voto del Pd é stato negativo per la scarsa capacità di immaginare un futuro innovativo per la formazione e il lavoro in Lombardia.
Nel mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi propongo l&#8217;intervento che ho proposto martedì scorso in consiglio regionale durante il dibattito che ha portato all&#8217;approvazione dell&#8217;atto di indirizzo per la formazione e il lavoro di qui al 2015.</p>
<p>Il voto del Pd é stato negativo per la scarsa capacità di immaginare un futuro innovativo per la formazione e il lavoro in Lombardia.</p>
<p>Nel mio intervento sottolineavo la pessima scelta con cui il consiglio ha separato in due commissioni le competenze su lavoro e formazione. Il consigliere del Pdl Sala ha ammesso la criticità della scelta, ma ha sottolineato come la Giunta abbia invece accorpato le due competenze. Peccato che, due giorni dopo, la Giunta ha pensato bene di dividere l&#8217;assessorato prima affidato a Rossoni, lasciandogli il lavoro e affidando a Valentina Aprea la formazione. Alla faccia del passo avanti!</p>
<blockquote><p><span style="-webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.292969); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469);">Per conquistare il futuro bisogna essere capaci di sognarlo e di costruirlo insieme</span><span style="-webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469);">A partire da questa considerazione, vorrei proporre alcune brevi riflessioni sul documento che oggi arriva all’attenzione del Consiglio.</span></p></blockquote>
<blockquote><p><span id="more-3549"></span>La prima riguarda il modo in cui il provvedimento è stato proposto ed è stato discusso in commissione. Personalmente ho avuto la sensazione che la maggioranza avesse molta fretta di approvarlo. Ricordo come nella prima riunione congiunta delle commissioni attività produttive e formazione si volesse accelerare i tempi dell’approvazione, considerando quasi superflua (o forse sgradita) ogni ulteriore osservazione da parte dei commissari e non necessario il ricorso alle audizioni delle parti sociali. L’iter ha poi dimostrato come il dibattito fosse opportuno e necessario, anche a giudicare dal numero delle audizioni richieste ed effettivamente realizzate in data 9 gennaio. Mi si permetta, in questo senso, una piccola notazione anche sullo stile delle audizioni: l’intervento dell’assessore Rossoni in apertura di quella sessione, nel ripetere sostanzialmente quanto l’Atto di indirizzo già proponeva e nel togliere dunque spazio agli auditi, ha dato l’impressione simbolica di una Giunta poco propensa all’ascolto e impegnata unicamente a rivendicare la bontà di quanto aveva pensato e proposto. Grazie soprattutto al presidente Sala, c’è stata poi la possibilità di allargare il confronto e di tentare una timida operazione di integrazione del “sacro testo” della Giunta.</p></blockquote>
<blockquote><p>Seconda notazione. Non è facile immaginare quello che accadrà da qui a tre o quattro anni, ma proprio per questo l’Atto di indirizzo avrebbe dovuto andare oltre la pura e semplice riproposizione di quanto fatto finora. Non la faccio lunga: il documento che stiamo discutendo ci pare finalizzato più a giustificare e perpetuare l’esistente che a cercare strade, anche innovative, per far fronte a una evidente crisi del rapporto tra formazione e lavoro. Nella discussione in commissione si è più volte sottolineata la necessità che i bulloni che legano tra questi due mondi vadano stretti e, magari, sostituiti, ma la sensazione è che ci sia ancora moltissimo da fare e, forse, anche da inventare. Per questo continuiamo a ritenere che la scelta di scorporare tra due commissioni le competenze sulla formazione e sul lavoro sia stata improvvida, intempestiva e, di fatto, dannosa. Aggiungo anche che le leggi lombarde hanno molti elementi positivi, costruiti con la collaborazione di tutte le forze politiche nelle scorse legislature, ma questi non vengono valorizzati e applicati con i necessari coraggio e lungimiranza.</p></blockquote>
<blockquote><p>C’è un altro evidente ostacolo che ci si trova di fronte nel momento in cui si deve guardare al futuro di formazione e lavoro: la valutazione del lavoro fin qui svolto. L’Osservatorio previsto dalla legge, il valutatore indipendente, un sistema oggettivo di valutazione del lavoro fatto e dei risultati ottenuti sono rimasti a livello di buoni propositi. Questo rende difficile capire che cosa davvero ha funzionato e su che cosa poter puntare per il futuro, se si vuole davvero uscire dalla sindrome dei miti di Orfeo e di Narciso. Il primo non riuscì a restituire la vita alla sua bella Euridice perché non vinse la tentazione di guardarsi indietro, invece che di guardare avanti, il secondo si perse e perse la propria vita perché troppo intento a contemplare la propria bellezza. Ebbene, mi pare che anche in questo provvedimento si indulga troppo in un percorso solitario, senza aver davvero l’intenzione di coinvolgere altri soggetti, se non per confermare quanto già si è progettato. La solitudine e la troppa presunzione della bontà dei propri progetti è una strada pericolosa anche in politica, per chi ha la responsabilità di pensare al futuro di tutti. Risulta difficile costruire tutto questo senza la disponibilità di elementi che portino a valutare oggettivamente (e non ideologicamente) il cammino fatto e senza il coraggio di rivolgersi umilmente a chi su queste cose ha prodotto studi e approfondimenti significativi, penso, in particolare, al mondo accademico. In caso contrario c’è il sospetto che ci si trovi di fronte unicamente alla volontà di regolare, nella migliore delle ipotesi, il mercato della formazione.</p></blockquote>
<blockquote><p>Molto dibattito ha creato, in quest’ottica, il tema dell’accreditamento. Nell’atto di indirizzo si esprime la volontà di aprire la possibilità di ricevere fondi pubblici anche a soggetti non accreditati. L’affermazione lascia molte perplessità. Chiederemmo, piuttosto, che venga precisata, in casi molto delimitati, una forma particolare di accreditamento, senza andare a mettere in discussione una formula che ha come obiettivo quello di offrire garanzie alle istituzioni, agli utenti e ai soggetti che erogano servizi. Non esiste un modello che funzioni sempre e comunque, ma quello dell’accreditamento ci pare ovviare meglio di altri ai numerosi inconvenienti e alle tante tentazioni presenti nel campo della formazione.</p></blockquote>
<p>Chiudo con una notazione sulla necessità di promuovere davvero la libera scelta dei soggetti protagonisti della formazione (che sono i destinatari e non gli erogatori). Molti degli auditi hanno sottolineato il rischio dell’asimmetria dell’informazione e l’opportunità di creare una sorta di tutoraggio per i soggetti meno attrezzati o in condizioni di maggiore fragilità (si pensi a chi è espulso dal lavoro senza possedere particolari qualifiche). Su questo c’è ancora molto da fare, perché quello della libera scelta non sia solo uno slogan, ma diventi realmente un’opportunità per chi si trova a volere o dovere investire in formazione.</p>
<p>Per conquistare il futuro, dicevo all’inizio, bisogna essere capaci di sognarlo e di costruirlo assieme. Se il futuro che attende la formazione lombarda è quello delineato nel documento che oggi discutiamo, mi pare difetti di coraggio e di umiltà e risponda alla necessità di difendere un modellino di cui ci si è innamorati, ma che non pare in grado di rispondere, se non in piccola misura, alle formidabili sfide che ci attendono.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/10/formazione-e-lavoro-binomio-vincente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Immigrazione e cittadinanza, tra pregiudizi e normalità</title>
		<link>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/08/immigrazione-e-cittadinanza-tra-pregiudizi-e-normalita/</link>
		<comments>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/08/immigrazione-e-cittadinanza-tra-pregiudizi-e-normalita/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 07:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio pizzul</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[ius soli]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fabiopizzul.com/blog/?p=3531</guid>
		<description><![CDATA[Ieri in Consiglio regionale è stata bocciata una mozione, proposta da SeL, che chiedeva di sollecitare il Parlamento a riprendere l&#8217;iter della legge per passare dallo Ius sanguinis allo Ius soli, ovvero procedere alla riforma delle modalità con cui un immigrato può accedere alla cittadinanza italiana. Al di là del fatto che il provvedimento avrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri in Consiglio regionale è stata bocciata una mozione, proposta da SeL, che chiedeva di sollecitare il Parlamento a riprendere l&#8217;iter della legge per passare dallo Ius sanguinis allo Ius soli, ovvero procedere alla riforma delle modalità con cui un immigrato può accedere alla cittadinanza italiana. Al di là del fatto che il provvedimento avrebbe avuto un valore più politico e simbolico che sostanziale, la discussione ha fatto emergere posizioni molto distanti tra i diversi partiti. In aula ho ascoltato parole colme di pregiudizi e barriere ideologiche (alcuni interventi leghisti in particolare, per un esempio <a href="http://www.mediatecaconsiglio.lombardia.it/playlists/view/134">clicca qui</a>).<br />
Per fortuna, il dibattito culturale è molto più avanzato a livello sociale, come dimostra anche un bel convegno organizzato nei giorni scorsi dalla Fondazione culturale Lazzati a Milano.</p>
<p>Ve ne propongo una breve sintesi curata da Marco Chiappa.<span id="more-3531"></span>L&#8217;immigrazione in Italia è un fenomeno strutturale, non di passaggio. Non a caso è divenuto un tema ricorrente sul quale tutti noi siamo abituati a ragionare, sollecitati dai media, dalla politica e anche più semplicemente dalla vita di tutti i giorni. Un interessante convegno organizzato la scorsa settimana dalla Fondazione Lazzati, ha posto al centro del dibattito sull&#8217;immigrazione il tema della famiglia, nella consapevolezza che è all&#8217;interno di essa che si gioca il legame con le proprie origini da un lato e la sfida dell&#8217;integrazione dall&#8217;altro.  Molti degli immigrati che popolano oggi l&#8217;Italia hanno un concetto di famiglia diverso dal modello occidentale contemporaneo. Essa appare innanzitutto regolata da alcune gerarchie ben definite e dal principio del rispetto per l&#8217;autorità &#8211; del capo famiglia, dei genitori, degli anziani. Spesso considerano parte della famiglia ristretta anche parenti da noi considerati di secondo o terzo grado, nei confronti dei quali mantengono obblighi di aiuto economico reciproco anche molto profondi. I figli, una volta usciti di casa e resisi indipendenti, devono contribuire al sostegno economico dei genitori per ripagarli di quanto hanno ricevuto da piccoli.</p>
<p>A fronte di queste dinamiche, è bene non cadere in facili stereotipi. Le famiglie migranti, non sono né tutte coese e unite, né tutte soggiogate dal padre monarca. Più spesso, dati alla mano, le famiglie migranti condividono i medesimi problemi e le medesime dinamiche che si determinano nelle nostre, con qualche differenza più sostanziale in base al paese di origine e allo status sociale.</p>
<p>L&#8217;integrazione delle famiglie migranti si gioca soprattutto con le seconde generazioni, dette anche &#8220;generazioni ponte&#8221; o &#8220;generazioni del sacrificio&#8221;. Spesso sono i figli i mediatori culturali dei genitori migranti, grazie alla padronanza della lingua italiana e all&#8217;educazione scolastica. E&#8217; soprattutto attraverso la seconda generazione che anche le nostre famiglie si interfacciano con le famiglie migranti, attraverso la scuola o le parrocchie prima e attraverso i matrimoni misti dopo. E&#8217; qui, all&#8217;interno di questi contesti, che si gioca la sfida vera per noi non migranti: quella di passare dalla semplice disponibilità all&#8217;assistenza al ben più complesso atteggiamento di piena accoglienza. L&#8217;accogliere l&#8217;altro come pari, senza la superiorità morale e l&#8217;afflato di bontà che caratterizza chi assiste nei confronti di chi è assistito, è segno di piena integrazione. E questo vale anche per lo Stato e il dibattito pubblico, spesso più propensi a dispensare aiuto che a riconoscere diritti secondo giustizia.<br />
Non è facile, ma non è più di quanto ci compete per cultura e civiltà.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fabiopizzul.com/blog/index.php/2012/02/08/immigrazione-e-cittadinanza-tra-pregiudizi-e-normalita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

