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Archivio per gennaio 2012

In occasione della Giornata della Memoria, che ricorda l’ingresso ad Auschwitz delle truppe sovietiche, vi affido i brevi pensieri di due sopravvissuti, raccolti rispettivamente in due bei volumi dell’Editrice Monti e delle Edizioni Paoline.

“La profonda sofferenza di tutti i prigionieri –
Ha detto Albert Camus – è quella di vivere con
una memoria che non serve a nulla”.
Bisogna avere il coraggio di ammetterlo:
il pericolo esiste. Ma non lo accettiamo.
La memoria deve sopravvivere nel tempo.
Il tempo passato non può,
non deve essere un muro invalicabile.
Il messaggio deve andare lontano.
Nel tempo che verrà.
(Nedo Fiano, “Il coraggio di viveve”, ed. Monti, pg. 203)

All’inizio abbiamo parlato molto della mia esperienza al Auschwitz, ma poi mi sono vigliaccamente nascosta da me stessa, e non è un bisticcio di parole. Volevo vivere una vita normale, volevo essere innamorata, volevo solo essere una giovane sposa e poi una giovane mamma, non una sopravvissuta allo sterminio degli ebrei.
Certo, il ricordo del lager era sempre presente, bastava un accenno, la vista del fumo o del fuoco, un cane lupo, un rumore e tac, ecco le vecchie immagini e la paura affioravano potenti.
Ma per tanti anni ho accantonato la memoria. Desideravo liberare la mia vita da quell’impronta tanto grave e nera, per renderla semplicemente normale.
E invece, da grandi, i miei figli mi hanno rivelato: “No, mamma, tu credevi che la tua esperienza fosse rimasta fuori dalla porta di casa; invece è stato sempre tutto permeato da questo argomento. Tu credi di non averne parlato. In realtà bastava il tuo numero a richiamare tutto quello che avevi passato. Dal tuo numero non si può prescindere”.
(E. Zuccalà, “Sopravvissuta ad Auschwitz – Liliana Segre, fra le ultime testimoni della Shoah”, ed. Paoline, pg. 116)

Esercitare la memoria è compito di tutti noi.

Bene ha fatto il collega consigliere regionale Gabriele Sola a “sfruttare” mediaticamente il suo rifiuto dell’I-pad messo a disposizione dal Consiglio regionale. Per quanto mi riguarda, dopo aver espresso tutte le perplessità possibili sulla scelta di dotare i consiglieri di siffatto strumento (ho testimoni in grado di dimostrarlo), ho comunque scelto di ritirarlo, nella convinzione che avrebbe rappresentato un ulteriore strumento di lavoro, anche se non indispensabile. Il collega Sola lo utilizzava già da tempo, avendolo evidentemente acquistato a sue spese.

Al momento, però, dopo quasi due mesi, devo dire che al Pirellone (sede del Consiglio) non lo utilizzo quasi mai, preferisco usare il PC portatile.
Il problema è che non posso usarlo! continua…

Il nervosismo della maggioranza pare ormai evidente.
Ne abbiamo parlato ieri nella diretta web (che ha disertato per un blocco della schiena in via di risoluzione) mensile del gruppo regionale del PD.

Potete rivederla qui:

Di maggioranza in crisi parlano ampiamente anche i giornali.
Qui un tagliente articolo di Alessandro Da Rold su “Il Riformista”: Riformista, 26 gen 2012, crisi maggioranza lombarda

La Commissione d’inchiesta sul San Raffaele non parte con il piede giusto.
E’ stata rinviata al prossimo 31 gennaio la seduta di insediamento, presieduta dal Presidente del Consiglio regionale Davide Boni.
Nella riunione tenuta oggi nella pausa dei lavori del Consiglio, non è andata a buon fine l’elezione dell’Ufficio di Presidenza a causa di quella che non possiamo altro che definire un’imboscata o, se preferite, una sortesia istituzionale della maggioranza. continua…

Mercoledì prossimo nuova diretta WEB del gruppo regionale del PD dedicata agli sviluppi della vicenda Ponzoni e alle possibili conseguenze politiche.
Basta collegarsi a www.blogdem.it alle 17.00.
E’ possibile intervenire in chat.
Fate girare la voce.

L’arresto del consigliere regionale Ponzoni apre molti interrogativi.
Il presidente Formigoni si è affrettato a sottolineare come i fatti contestati al suo ex assessore siano esclusivamente personali e non riguardino la politica, ma qualche dubbio è non solo legittimo, ma doveroso.

Come riferisce, tra gli altri, il quotidiano La Repubblica in un articolo pubblicato ieri, le indagini che hanno condotto all’arresto di Ponzoni hanno toccato anche le procedure per la concessione delle autorizzazioni alla costruzione di nuovi centri commerciali. continua…

Questa volta non parlo di politica, ma di città. E di ultimi degli ultimi in città.
Molti di voi ricorderanno lo storico rifugio di Fratel Ettore nei sotterranei della Stazione Centrale.
Dopo alcuni anni di chiusura, riapre i battenti, continuerà ad accogliere senza dimora e verrà gestito da Caritas Ambrosiana che è alla ricerca di persone disposonibili a mettersi a servizio. continua…

Nell’ambito della vicenda che ha portato in carcere il consigliere regionale Massimo Ponzoni, che si è dimesso dalla carica di segretario del Consiglio Regionale della Lombardia, nei giorni scorsi anche su questo mio blog è stata pubblicato un nome sbagliato.
Il politico implicato nell’inchiesta è l’ex sindaco di Giussano Franco Riva e non l’attuale Sindaco della cittadina brianzola Gian Paolo Riva.

Mi scuso con l’attuale primo cittadino giussanese e gli auguro buon lavoro in un periodo non facile per chi deve rispondere direttamente alle esigenze dei propri cittadini e si trova a dover subire tagli nei trasferimenti dallo Stato, i vincoli del Patto di Stabilità e una strisciante sfiducia dei cittadini nella politica.
P.S.
Non è certo una giustificazione, per chi (come me) ha il dovere di verificare le notizie prima di pubblicarle, ma, a onor del vero, la fonte dell’errore in cui sono incappate varie testate, on-line e no, è un lancio di un’agenzia di stampa…

Immagine anteprima YouTube

Il Consiglio regionale ha meritoriamente deciso di dedicare una seduta al tema delle carceri. Iniziativa importante per sottolineare la necessità che si parli sempre piú di sistema penitenziario affinché cambi l’atteggiamento culturale che ritiene il carcere come un mondo a parte e una sorta di buco nero società.
Vi allego il mio intervento in aula e, nella foto qui a fianco, una citazione del libro “Non é giustizia” del cardinal Martini.

Intervento nel dibattito sulle carceri lombarde

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