Non posso nascondere il mio disagio nel leggere gli ulteriori sviluppi della vicenda che vede coinvolto Filippo Penati.
Queste mie stesse parole scontano il disagio cui ho appena fatto cenno e di questo chiedo scusa a tutti voi.
Ogni indagato è innocente fino a prova contraria e fino a giudizio definitivo, anzi, ogni indagato può essere estraneo ai fatti fino a quando non sopravvenga il rinvio a giudizio e il conseguente dibattimento.
Mi auguro di cuore che Penati, come continua a dichiarare anche in queste ore, possa dimostrare la sua totale estraneità ai fatti che gli vengono contestati. Rimane lo sconcerto nel leggere le pesanti dichiarazioni di PM e Gip anche in ordine all’atteggiamento tenuto dagli interessati durante il periodo delle indagini.
Molto apprezzabile e tempestiva la scelta di Penati di autosospendersi dal PD.
Molto opportuna anche la convocazione della direzione provinciale del prossimo 30 agosto perché i responsabili del PD si guardino in faccia e decidano quale strada percorrere per tutelare il partito e per non tradire la fiducia di simpatizzanti ed elettori.
Non si tratta di scaricare nessuno, men che meno Penati, ma non si può neppure cadere nella tentazione di minimizzare l’impatto di quello che sta accadendo. In politica la fiducia è tutto e il rischio di disperdere quanto accumulato in questi primi anni di esistenza del PD è enorme.
Non basta affermare che il PD non c’entra con vicende ormai prescritte e accadute prima della sua nascita.
I singoli si difendano e portino fino in fondo le proprie ragioni. Il partito abbia il coraggio di sciogliere ogni possibile imbarazzo e di andare oltre ogni gestione opaca e clientelare e ogni tentazione di perpetuare eventuali vecchie cattive abitudini.
Su Repubblica oggi l’ex segretario Veltroni invoca un cambio di marcia del PD e l’inaugurazione di una nuova stagione fatta di minori costi di struttura e di maggiore trasparenza. Mi paiono riflessioni utili e importanti, anche se ancora molto generiche.Â
Non c’è da perdere altro tempo: ogni tentazione giustificazionistica e ogni opaca difesa d’ufficio va abbandonata.
Per il futuro del PD, ma soprattutto per il futuro del Paese.