E’ uno degli slogan che hanno accompagnato l’affollata manifestazione di questa mattina presso il termovalorizzatore di Trezzo sull’Adda.
Una dozzina di sindaci dei comuni della zona ha guidato un corteo che dal Municipio di Grezzago ha raggiunto l’impianto situato a ridosso del casello di Trezzo sull’autostrada A4.
Il timore degli abitanti e degli amministratori è che si proceda al raddoppio dell’inceneritore per far fronte alla maggior richiesta di smaltimento rifiuti prevista dal piano provinciale.
La situazione è tutt’altro che chiara.
La Provincia intenderebbe costruire un nuovo impianto a sud, ma incontro le sacrosante resistenze di chi (PD compreso) sostiene assolutamente improponibile una costruzione all’interno del Parco agricolo Sud Milano.
A questo punto si dovrebbe guardare a nord con l’ipotesi di ampliamento di Trezzo, ma gli amministratori danno voce alla protesta di chi abita in zona: perché un territorio che vanta quote record di raccolta differenziata e da anni brucia rifiuti in gran parte provenienti da altre zone dovrebbe sobbarcarsi un nuovo sacrificio? Il trezzese, si dice, “ha già dato”.
Rimarrebbe una terza opzione: riqualificare o ricostruire completamente l’ormai obsoleto termovalorizzatore di Sesto San Giovanni. Probabilmente questa è un’ipotesi su cui lavorare, ma il percorso è tutt’altro che semplice anche per le giustificate perplessità degli abitanti.
Resta naturalmente fondamentale anche un altro impegno, quello all’incremento della raccolta differenziata.
A far da modello c’è la straordinaria esperienza dell’impianto in provincia di Treviso, visitato nei giorni scorsi da una delegazione di amministratori del trezzese. Lì si riesce a differenziare e recuperare oltre il 90% dei rifiuti, rendendo di fatto quasi inutili i termovalorizzatori.
Secondo i promotori della manifestazione di quest’oggi (e non solo secondo loro), la vera prospettiva non può essere che questa, con buona pace di chi con l’incenerimento fa grandi affari.
Bisogna tener d’occhio la questione e non lasciar soli gli abitanti delle zone interessate dai progetti.
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