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Gli operatori delle televisioni private lombarde si sono dati appuntamento questa mattina al Circolo della Stampa di Milano per fare il punto sul sistema televisivo a ormai quasi un anno e mezzo dallo switch-off che ha segnato il passaggio definitivo al digitale terrestre.
Il sottotitolo dell’incontro organizzato da Ordine e sindacato dei giornalisti recitava “problemi e opportunità“, ma vi assicuro che ci si è concentrati quasi esclusivamente sui primi.
Da qui a qualche mese, come ho già avuto modo di scrivere in questo blog, varie emittenti rischiano di chiudere.
La strada pare essere solo quella tematica, ovvero la capacità di offrire prodotti informativi, culturali e di intrattenimento strettamente legati e riferiti al territorio. Ma le risorse (soprattutto quelle pubblictarie calate di oltre il 50% in meno di due anni) sono scarse.
Nelle prossime settimane varie emittenti lombarde cederanno le loro frequenze allo Stato per ricavarne risorse economiche da reinvestire in qualche nuovo progetto o da utilizzare per ripianare debiti pregressi. Varie aziende del settore hanno già tagliato i collaboratori e potrebbero far partire la cassa integrazione.
Un panorama nero, frutto di scelte legislative nazionali che non hanno mai considerato le emittenti locali come imprese strutturate da sostenere e promuovere nell’ottica della garanzia della pluralità dell’informazione.
Sono discorsi già fatti, me ne rendo conto, ma il momento in cui vedremo sparire dai nostri teleschermi alcuni canali a cui ci eravamo abituati o anche affezionati rischia di avvicinarsi sempre di più.
Che fare?
A livello regionale ritengo si debba mettere mano alla normativa sull’informazione televisiva locale per dare maggiori certezze e stabilità anche in termini di contributi.
A livello nazionale si dovrebbe cambiare la politica che ha sempre portato a chiedere alle tv locali di sacrificare frequenze per la telefonia, la banda larga o il possibile ingresso di nuovi soggetti nazionali.
A livello economico c’è da augurarsi che passi la crisi (ma questo è più un auspicio che altro) e che gli editori non soccombano di fronte a costi crescenti non coperti da adeguati ricavi.
Potremmo criticarle finché vogliamo, ma le Tv locali mi pare che ormai rappresentino un patrimonio culturale e informativo della nostra regione. Perderle sarebbe davvero un peccato.

Di questi temi si occupa il nuovo numero de “Il Sicomoro” che vi segnalo, in barba a ogni ritegno per il fatto di essere autore dell’articolo di apertura.

Buona lettura.

Sicomoro 16 maggio 2012

Fate girare l’invito. Mi pare una bella occasione per ragionare assieme di quello che si può concretamente fare per la famiglia. Il dibattito sui massimi sistemi può appassionare, ma non aiuta in nulla le famiglie nella loro vita quotidiana.

Questa mattina a Milano é stato sgomberato Macao.

Detto altrimenti, é stato restituito al legittimo proprietario uno stabile, la Torre Galfa, che sabato scorso era stato occupato da un gruppo di “giovani” che si autodefiniscono “lavoratori dell’arte” e che hanno già dato vita ed esperienze simili in altre città d’Italia.

Al di là del metodo scelto, evidentemente al di fuori della legalità, dall’esperienza di Macao arrivano anche alcune provocazioni e alcune domande interessanti.

continua…

Torno sulle vicende che tanto hanno fatto infuriare il presidente Formigoni (che ora pare però aver scelto un atteggiamento meno aggressivo) rilanciando un articolo che Giovanni Colombo ha scritto per la rivista “Il Margine”.
L’amico Giovanni, come sua abitudine, non le manda a dire e propone un’interessante lettura del rapporto tra fede e politica, anzi, più precisamente tra fede e vita. Non si tratta di gettare la croce addosso a qualcuno, ma di riflettere a fondo sul modo in cui si può fare politica da cristiani. Tema interessante, soprattutto in un tempo di anti-politica e protesta: quale deve essere l’atteggiamento del cristiano di fronte al potere? Lo stile evangelico è solo forma o anche sostanza dell’agire politico? L’identità è schermo luccicante dietro cui nascondere debolezze (e tentazioni) a cui si sceglie programmaticamente di non resistere o tesoro da custodire e accrescere in un dialogo costante e fecondo con altre posizioni?
Domande che vanno al cuore delle ragioni che fondano l’impegno politico del cristiano e che non vanno eluse in nome della (presunta) bontà dei risultati del proprio agire. Machiavelli è uno dei pensatori più geniali della storia italiana, ma per chi vuole dirsi e tentare di essere cristiano non può che venire dopo il Vangelo. O no?

Ringrazio Giovanni per lo stimolante contributo che spero possa aprire uno stimolante dibattito e  vi auguro buona lettura.

continua…

Perché molti giovani italiani hanno dovuto andare all’estero per essere inseriti nel mercato del lavoro? Come è possibile invertire questa tendenza? Come fare in modo che l’Italia possa attrarre a sua volta talenti dall’estero? Come valorizzare l’esperienza di coloro che hanno avuto successo in altri paesi, anche qualora decidessero di non tornare in Italia? E infine: qual è il ruolo che possono giocare in tutto questo gli enti locali? continua…

Il primo turno delle amministrative ha fornito indicazioni interessanti in molti comuni lombardi.
Il Pd ha ottenuo un buon risultato con i candidati che appoggiava e che vanno sostenuti con forza anche al secondo turno per poter traformare in vero e proprio capitale politico quanto ottenuto al primo turno.
Il massiccio non voto deve far riflettere e deve stimolare i partiti a un profondo rinnovamento di stile e di proposta. Il Pd, comunque, esce molto meglio di altri.
Consentitemi, prima di ribadire nei prossimi giorni il sostegno ai candidati ancora in corsa, di fare i complimenti ai sindaci già eletti riproponendo le loro interviste.
A chi ha corso fino in fondo, ma non é approdato al ballottaggio un sincero grazie per l’impegno profuso.
Antonio Brescianini sindaco di Vimodrone
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Eugenio Comincini sindaco di Cernusco sul Naviglio
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Riccardo Benvegnù sindaco di Binasco
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Quando il meglio rischia di essere nemico del bene e, soprattutto, della realtá.

In Consiglio regionale si é discusso della complicata e per molti versi paradossale vicenda degli impiani di riscaldamento centralizzato nelle case di Lombardia.

Alla fine, é stato raggiunto un compromesso che dovrebbe evitare situazioni problematiche. Purché la Giunta si muova in fretta e con realismo.

continua…

Da oggi il consilio regionale della Lombardia ha un nuovo presidente: il leghista Fabrizio Cecchetti, originario di Rho, alla sua seconda legislatura, noostante la giovane età (classe 1977).

Nel suo discorso di insediamento, Cecchetti si é tolto qualche sassolino dalla scarpa.

continua…

Due articoli comparsi sulla stampa il 5 maggio non possono lasciare indifferenti.
Il primo ha guadagnato la prima pagina del Corriere della Sera e porta la prestigiosa firma di Ernesto Galli della Loggia (Il maso chiuso dei cattolici) il secondo occupava la prima pagina de “Il fatto quotidiano” con la firma di Marco Lillo, sempre ben informato di faccende vaticane (Cl, cerchio magico intorno al Papa).
Proverò a sviluppare qualche breve riflessione. continua…